sabato 1 marzo 2014

SONO VENETO PERCHE'...

Vogliamo proporre una bellissima riflessione del perchè siamo veneti scritta da un Vicentino (Luca Polo).
Crediamo sia un comune sentire. Chissà che non diventi una realtà!. 


SONO VENETO perchè, oggi conosco anche la LINGUA veneta, ma parlo correntemente italiano, inglese, spagnolo e me la cavo con altre due lingue straniere. La millenaria LINGUA veneta, però, ho dovuto impararla da adulto perché mi è stato insegnato nella scuola italiana che il veneto è il dialetto di una lingua nata secoli dopo (?) e soprattutto che parlare veneto significa essere ignorante, stupido, evasore.. se poi sei donna non puoi essere altro che una “facile” servetta.

- SONO VENETO perchè, ho dovuto scavare sotto metri di fango e pregiudizi per riscoprire le mie tradizioni venete, ma sono sempre stato aperto a conoscere e RISPETTARE quelle degli altri. Chi ama davvero le proprie tradizioni non può non rispettare il diritto degli altri di amare le proprie.

- SONO VENETO perchè, abito a Vicenza, ma vivrei ovunque nel mondo ma non in Italia, perchè mi sento Veneto e l’Italia ha umiliato e negato le mie profonde e sane radici con 148 anni di genocidio culturale.

- SONO VENETO perchè, le porte di casa mia sono aperte a tutti i migranti di qualsiasi nazionalità, ma a nessun delinquente... perchè il Veneto non è solo mio, infatti nella millenaria Repubblica Veneta le molte diverse culture hanno sempre convissuto in pace ed armonia (più di quaranta etnie), ma sempre e solo nel rispetto della Lex Marciana e del buonsenso delle libere ma severe istituzioni venete.

- SONO VENETO perchè, ho capito che mettere il naso fuori di casa di fa scoprire cose fantastiche della tua terra, e chi può saperlo più dei Veneti, prima per secoli mercanti, poi migranti per fame con l’arrivo dell’Italia?

- SONO VENETO perchè, apprezzo il paesaggio, la cucina e la cultura prima dei soldi. Ma quando mi mancano i soldi anche per mangiare alla fine del mese perché uno Stato straniero occupante e gestito dalla più fetida e infame mafiocrazia del pianeta mi ha ridotto in schiavitù con una tassazione del 69,7 % e servizi da terzo mondo, la cucina ed il paesaggio cominciano ad annebbiarsi…

- SONO VENETO perchè, i miei confini non restano quelli del mio giardino, ma mi interesso del bene comune di tutti. Ed infatti ritengo che uno Stato Veneto nella comunità internazionale farebbe un gran bene a tutti promuovendo il “BUONSENSO” che ha sempre contraddistinto le genti marciane nella gestione dello Stato, del territorio e nel promuovere la pace e la prosperità. Non a caso il Veneto ha il più alto tasso di volontariato e solidarietà della penisola italica.

- SONO VENETO perchè, mi sento parte importante di una fantastica Europa di Nazioni, quelle vere, non dei putrescenti Stati ottocenteschi nati nel sangue, nella violenza e nello stupro dei Popoli. Mi sento parte di una grande fratellanza di Nazioni VERE... fatte di storia, cultura e tradizioni millenarie.. Scozzesi, Bretoni, Catalani, Tirolesi, Sardi, Siciliani, Lettoni, Lituani, Estoni, Fiamminghi, Sloveni, Baschi, Kosovari, Irlandesi, Gallesi…

In fine sono veneto come voi.. e sono qui per difendere il diritto di esprimere la propria opinione a chi non la pensa come me ed a lottare fino alla morte per il Diritto di Autodeterminazione del mio Popolo, come sancito dal Diritto Internazionale e dai trattati sottoscritti e ratificati anche dallo Stato italiano, il diritto di esprimere pacificamente e democraticamente la forma di governo che i Veneti vogliono per se stessi e per i propri figli.

I VENETI SIMILI A ME, grazie a Dio e a San Marco, oramai sono innumerevoli, come sono innumerevoli i Catalani, Baschi, Scozzesi, Fiamminghi, Bretoni, Tirolesi, Sardi etc che lottano per il Diritto Universale di Autodeterminazione.

* di Luca Polo



lunedì 10 febbraio 2014

PER NON DIMENTICARE

Nel Giorno del Ricordo delle vittime dei massacri delle Foibe e dell'esodo giuliano-dalmata, vogliamo ricordare colui che grazie al suo intenso lavoro di ricerca,ha dato voce a uomini e donne che voce non avevano più.

Marco Pirina per noi è stato più che un ricercatore, è stato un amico ed un "cercatore della Verità".
Grazie a lui abbiamo aperto gli occhi su una tragica pagina della nostra Storia, una Storia per molti anni nascosta e volutamente offuscata.
Come scriveva Marco ne "Il Sangue e...le memorie" << Sembrano pagine di una Storia lontana, alcune scritte in contemporanea con le tragedie di una Nazione lacerata dagli odi e dalle violenze, altre sono lampi che hanno squarciato e squarciano il "suilenzio dei vivi", i falsi storici, il negazionismo ed il revisionismo di parte>>.

Grazie a Marco ed al Centro Studi e Ricerche Storiche "Silentes Loquimur", quelle pagine sono diventate capitoli importanti di un libro che non dev'essere dimenticato e che per noi, di sicuro, non lo sarà.

<<Ai giovani, agli Italiani che non sanno e a quelli che non possono relegare i loro ricordi in un buio dimenticatoio, offro questa pubblicazione, perchè dal martirio di un popolo esule sappiano non dimenticare, in un'Europa che unisce, che i semi dell'odio trapiantati con le menzogne e gli oblii generano sangue che tragicamente colpisce ancora le terre adriatiche e trovino nella Verità, la necessaria giustizia storica, per quelle migliaia di uomini e donne che in silenzio seppero soffrire, morire oricostruirsi una vita in una scelta di Libertà e per la Libertà>>.
Così scriveva in una delle sue numerose pubblicazioni, quasi un monito per tutti coloro che credono nella Verità dei fatti e non  nella "storia distorta che porta inevitabilmente a conlcusioni deviate o di comodo".
Così, con questo monito, vogliamo ricordare oggi tutte queste vittime silenziose, quei morti "sepolti senza un fiore" a cui Marco ha saputo ridare dignità.
Grazie.

giovedì 30 gennaio 2014

Il tabù è caduto lo Stato italiano non esiste più

Pubblichiamo un interessante art.lo di Ida Magli comparso su "Il Giornale" 
di Mercoledì 22 Gennaio scorso.

Stamani i grillini sono usciti di casa senza chiudere la porta. Anzi, appena giunti in strada hanno gettato le chiavi nel primo cassonetto.
Si chiama decreto «svuota carceri» quello apprestato dal governo Letta, ma contiene, sotto questo nome truffaldino, la bomba contro lo Stato italiano e contro il popolo italiano dell'abolizione del reato di clandestinità, una specie di terrificante svuota carceri preventivo e assoluto.Chiunque entri in «casa loro» - definizione ormai priva di senso - non commette nessun reato, è libero di entrarvi e di dichiararsene familiare. Altrettanto hanno fatto, uscendo di casa stamani, Renzi e tutti i suoi sostenitori, gli appartenenti al Pd che guardano con entusiasmo al governo Letta e ai suoi ministri. Finalmente è stata imboccata la strada giusta: far sparire lo Stato italiano e il popolo italiano. Enrico Letta è stato il primo naturalmente a lasciare aperta stamani la porta di casa ma, invece di buttarne le chiavi nel cassonetto, le ha consegnate alla signora Kyenge affinché sia lei personalmente a gettarle via nel momento stesso in cui, con il voto della Camera dopo quello del Senato di ieri, verrà definitivamente abrogato il reato di clandestinità.
L'Italia, il suo territorio, è la casa degli italiani. Questo territorio è stabilito da confini che permettono di identificare lo Stato italiano. Non esiste «Stato» se non esiste il suo territorio e il suo popolo. Come ha dichiarato in questi giorni lo Stato di Israele: «Questa è la terra degli Ebrei, la cittadinanza non verrà data a nessuno straniero», così è per ogni Stato e per ogni Popolo. Con la cancellazione della clandestinità, invece, si afferma che non esiste un territorio appartenente allo Stato italiano, un territorio che lo Stato rivendica come suo, e che non esiste un popolo italiano in quanto chiunque vi si può introdurre e mescolare. Si tratta di una norma talmente distruttiva di qualsiasi realtà e di qualsiasi logica di «Stato» che non è mai esistita e non esiste in nessun Paese, così come non esiste neanche in quei sostituti concreti e simbolici di uno Stato che sono le navi e gli aerei dove la clandestinità è perseguita come il reato più grave. Da oggi, dunque, ci si potrà accomodare senza preavvertirne nessuno in ogni paese d'Italia e, per analogia, in ogni nave e in ogni aereo italiano.
I governanti che hanno elaborato un simile decreto sono i despoti più assoluti che siano mai esistiti. Nessun Monarca, nessun Imperatore, nessun Tiranno ha mai preso decisioni così distruttive verso il proprio regno, verso il proprio popolo. Altro che democrazia! Gli attuali governanti, pur illegittimi in base alla Costituzione, pur considerati dall'opinione pubblica di tutto il mondo dei governanti-barzelletta, dei non-governanti, dai quali ci si aspetta ogni giorno che diano le dimissioni per permettere la formazione di un governo legittimo tramite nuove elezioni, si comportano come se fossero, non gli amministratori, ma i proprietari dello Stato. Proprietari folli, che gettano via ogni ricchezza in un accesso così parossistico di delirio cui non avevano assistito neanche i sudditi di Caligola governati dal suo cavallo.
E i grillini? Quei grillini di cui ci eravamo entusiasmati perché avevano affermato di voler far crollare il «Palazzo»? Cos'è il Palazzo se non il macroparassitismo del Potere assoluto, quello che si serve dei sudditi, di ciò che appartiene ai sudditi, per mangiarseli, per distruggerli? Eccoli lì, dunque, ben sbracati nelle ricche poltrone del Potere, intenti ad usarlo a piene mani per regalare l'Italia, il territorio, il nome, la storia, la civiltà dell'Italia, ai loro Favoriti. Sono talmente incapaci di riflettere e talmente sprezzanti del ridicolo che, pur dichiarati illegittimi dalla Corte costituzionale, si affannano a costruire quello che chiamano pomposamente un impeachment nei confronti del presidente della Repubblica, il quale però è anch'esso illegittimo. Cosa più grottesca di questo modo di governare?

* Ida Magli "Il Giornale" 22.01.2014