venerdì 6 aprile 2012

FORZA CAPO! TI VOGLIAMO BENE!

Pubblichiamo la lettera scritta da Eugenio Zoffili e comparsa oggi su la Padania, una lettera che non ha bisogno di commenti e che ci sentiamo di condividere in toto.

"Se uno non ha il pugno di ferro e la volontà d'acciaio, si arrende prima ancora di combattere, o magari passa nelle file del nemico che sono più comode e meglio retribuite. Altro che stalinismo: bisogna essere molto decisi e non ammettere tradimenti, se si vuole affrontare lo Stato centralista con qualche possibilità di vincere".


U.Bossi
- Vento dal Nord - Sperling e Kupfer Editori, 1992

La LEGA NORD non è BELSITO.
La LEGA NORD non è "IL CERCHIO MAGICO".
LA LEGA NORD è il popolo di Pontida, del Monviso e del 15 settembre 1996.
LA LEGA NORD è migliaia di militanti che hanno giurato fedeltà alla propria terra e alla propria gente.
LA LEGA NORD è tutto quello che ci hai insegnato tu in questi anni, Umberto.
LA LEGA NORD è la tua storia che hai scritto con Daniele Vimercati nel "Vento dal Nord", che da ragazzini ci ha tanto appassionato e che abbiamo preso come modello.
LA LEGA NORD sei tu con una semplice utilitaria che andavi ad attaccare i manifesti da solo in mezza Lombardia e dove qualche volta volavano gli "sganassoni".
LA LEGA NORD è il tuo impermeabile, la tua sigaretta e poi il tuo sigaro. La pizza e la coca-cola. Il pennarello nero per farti firmare gli autografi.
LA LEGA NORD è il gazebo e il volantino, la festa e l'incontro pubblico, la mozione e il consiglio comunale, la camicia verde e la cravatta obbligatoria al senato.
LA LEGA NORD è l'emozione dei tuoi militanti quando ti aspettano a un comizio e che si agitano quando sanno dalla Digos che stai per arrivare.
LA LEGA NORD è la tua gente che si è commossa quando ti ha visto far capolino durante la malattia da quella finestra di Lugano.
LA LEGA NORD è lo sguardo dei più giovani quando alle riunioni raccontiamo la tua storia, la tua vita, le nostre battaglie.
LA LEGA NORD è un viaggio in Irlanda, In Scozia o in Catalunya con la bandiera della Padania nello zaino e tanta voglia di raccontare chi siamo e lo sfrenato desiderio di Libertà che abbiamo.
LA LEGA NORD è politica e amicizia. E' una riunione in sezione e poi una birra al bar.
LA LEGA NORD è la Polizia che irrompe in via Bellerio perchè parliamo di Indipendenza della Padania e non di soldi in Tanzania.

Forza Capo, ti vogliamo bene.

Caccia via subito questa ignobile gentaglia traditrice della Militanza e del nostro Popolo e andiamo avanti, all'attacco del Mario Monti di turno e dello stato centrale che mette in ginocchio le nostre famiglie e che non ci fa vivere sereni.
E una cosa concedimela, non dar retta a quel "cerchio" di persone che non ti vogliono bene e che ti parla male anche di noi Giovani Padani.
Sei il nostro Segretario Federale e abbiamo bisogno di starti vicino. Dobbiamo starti vicino. Ci devi indicare la strada per poter affrontare con coraggio le sfide del futuro e per riuscire a portare avanti con successo il tuo progetto.

Firmo queste righe e ci metto la faccia per dovere e nel rispetto dei Giovani Padani della Lombardia che ho l'onore di rappresentare.

Firmo e ci metto la faccia nel rispetto dei cittadini che mi hanno votato e che rappresento nel mio comune.

Firmo e ci metto la faccia nel rispetto di tutti quei Leghisti che sono finiti in questura o in tribunale per essersi "sporcati le mani" di colla o di vernice o per altri reati politici.

Firmo e ci metto la faccia nel rispetto delle nostre famiglie e dei sacrifici che tutti noi abbiamo fatto in questi anni.

Firmo nel rispetto di tutti quei Leghisti che ci guardano da lassù e sorrido pensando al "Diego di Como" che col suo baschetto verde una bella pedata nel sedere non l'avrebbe certo risparmiata a chi sta infangando la Lega.

Firmo e ci metto la faccia per senso di dovere e responsabilità nei confronti di tutti quei ragazzi che con i miei amici del MGP abbiamo fatto iscrivere nel Movimento.

Firmo e ci metto la faccia perchè credo nella Libertà e perchè non dobbiamo dimenticarci che c'è una Rivoluzione da concludere.

Firmo e ci metto la faccia perchè tutto questo me l'ha insegnato il mio Capo.

Padania Libera!

Lombardia Libera!

W Umberto Bossi!!

Eugenio Zoffili

Commissario Nazionale del Movimento Giovani Padani della Lombardia
Socio sostenitore Lega Nord dal 1993
Socio Ordinario Militante Lega Nord dal 1997
Presidente del consiglio comunale di Erba

venerdì 23 marzo 2012

SARDEGNA: SOFFIA IL VENTO DELLA SECESSIONE

Il vento della secessione soffia da Cagliari. Per la prima volta nella storia italiana una Regione sottoporrà a verifica le ragioni della permanenza nello Stato, il fisco, il sistema dei diritti e dei doveri, gli obblighi di sussidiarietà e leale collaborazione tra istituzioni.

Con 31 voti favorevoli e 25 contrari infatti, ieri (giovedì 22 marzo) il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato l'ordine del giorno presentato da Partito sardo d'azione, Sel, Udc, Fli, Idv, Api. Ha votato a favore una parte del Pdl e contro tutto il PD e i Riformatori. Ecco coda dice l'ordine del giorno approvato: "Il Consiglio regionale, preso atto delle ripetute violazioni dei principi di sussidiarietà e di leale collaborazione da parte del Governo e dello Stato italiano nei confronti della Regione Sardegna, delibera di avviare una sessione speciale di lavori, aperta ai rappresentanti della società sarda, per la verifica dei rapporti di lealtà istituzionale, sociale e civile con lo Stato, che dovrebbero essere a fondamento della presenza e della permanenza della regione Sardegna nella repubblica italiana".

«Accadrà tutto in modo pacifico e legale e senza esiti precostituiti. Per la prima volta la Sardegna giudicherà l'Italia, senza separatismi, senza eversione – si legge nel sito del Partito sardo d'azione - ma solo ponendo sul piatto una questione semplice: stare in uno Stato comporta la vigenza di un patto equilibrato e giusto, quale oggi questo patto non è. Adesso, per lo meno, se ne parla. L'altra novità è che il tema Sardegna attraversa gli schieramenti, si radica soprattutto nelle forze libere dal dogmatismo bipolare e scompagina le appartenenze per crearne di nuove e di più fresche. Da qui si deve partire per costruire una novità».

da "Il sole 24ore"


sabato 3 marzo 2012

Stipendi d’oro ai manager : Il Parlamento difende la casta

La denuncia del vicepresidente dei deputati leghisti Fedriga: «Una presa in giro nei confronti dei cittadini»

ROMA - «Le deroghe previste al tetto massimo dello stipendio dei manager pubblici,
avallate da Pdl, Pd, terzo Polo e Idv, rappresentano una presa in giro ne confronti dei cittadini: in
sostanza il Governo potrà decidere, a suo piacimento, a quali burocrati, magari a quali amici e amici degli
amici, elargire uno stipendio superiore ai 294 mila euro annui, cifra questa che per noi è già eccessivamente
alta». A tornare su un tema che negli ultimi giorno sembra dividere il panorama politico è Massimiliano Fedriga, vicepresidente dei deputati della Lega Nord, motivando il parere negativo della Lega al Dpcm. «La maggioranza governativa - spiega - ha respinto la nostra richiesta di non consentire deroghe, per nessuno
e per nessun motivo. Una posizione che non possiamo accettare. La nostra linea in proposito, infatti, è
estremamente chiara ed è riassunta dalla nostra proposta di legge, a prima firma Dal Lago. Una proposta che prevede l’introduzione del tetto dello stipendio dei manager, parametrandolo, però, allo stipendio dei parlamentari,
senza eccezioni ». «Prevedere la possibilità di ricorrere a un sistema di deroghe vuol dire uccidere l’iniziativa stessa. Si inizia con una deroga per poi arrivare a 10, 100… snaturando di fatto il provvedimento
stesso. Ancora una volta siamo davanti a qualche cosa che così non funziona; un po’ come accaduto quando si parlava di diritti acquisiti e di “fare vale re ” l’introduzione dei tetti massimi solo per il futuro.
Ma che senso avrebbe una cosa del genere? Non dimentichiamoci, infatti, che chi oggi vuole difendere
un diritto acquisito è lo stesso che nei giorni scorsi ha messo mano all’età previdenziale e ha bloccato
l’indicizzazione delle pensioni». «Il fatto che i relatori abbiano già previsto la possibilità
di ricorso da parte dei soggetti a cui verrà tagliato lo stipendio, la dice lunga sulla efficacia del
provvedimento». «Dopo i sacrifici chiesti al Paese - conclude l’esponente del Carroccio - riteniamo
necessario che un sacrificio lo facciano anche quei manager con stipendi d’oro che di certo non faticano ad
arrivare alla terza settimana del mese».


di Alessandro Bardi

"La Padania" 2.03.2012